Acri-Ipsos: crisi mutui Usa incide su decisioni di investimento degli italiani
Published by Mutuo News on 31/10/07 at 09:11.
Un'indagine Acri-Ipsos evidenzia come la situazione di crisi dei mutui subprime americani incida sulle decisioni di investimento degli italiani, che abbandonano in parte gli investimenti nel settore immobiliare a favore di strumenti finanziari giudicati più sicuri (come Titoli di Stato e obbligazioni).
A questo proposito, il numero di risparmiatori italiani che investono in immobili è diminuito del 15% (dal 70% del 2006 al 55% attuale), mentre sarebbe possibile osservare un aumento medio del 12% del numero di italiani che ricorrono a strumenti finanziari come Bot, certificati di deposito, obbligazioni, libretti di risparmio (dal 13% del 2006 al 25% attuale).
A questo proposito, il numero di risparmiatori italiani che investono in immobili è diminuito del 15% (dal 70% del 2006 al 55% attuale), mentre sarebbe possibile osservare un aumento medio del 12% del numero di italiani che ricorrono a strumenti finanziari come Bot, certificati di deposito, obbligazioni, libretti di risparmio (dal 13% del 2006 al 25% attuale).
Etichette: investimenti, mutui, mutui casa
Mutui: in crescita il numero di pignoramenti in Italia
Published by Mutuo News on 29/10/07 at 09:31.
In corrispondenza dell'aumento delle rate del mutuo riconducibile all'incremento del costo del denaro, cresce il numero delle famiglie italiane che non riescono a far fronte al rimborso del debito e che si vedono pignorata la propria abitazione dagli istituti di credito.
Sulla base di quanto dichiarato dalle associazioni dei consumatori Adusbef, Codacons, Federconsumatori e Adoc, l'Italia starebbe conoscendo un visibile aumento nel numero di pignoramenti e di esecuzioni immobiliari. Il numero di insolvenze sembra essere mediamente cresciuto del 20% rispetto all'anno scorso (sulla base delle rilevazioni relative ai principali tribunali). Secondo l'Adiconsum ben il 25% delle famiglie italiane alle prese con un mutuo a tasso variabile si troverebbe a fronteggiare una situazione di seria difficoltà a seguito dell'aumento del costo del denaro.
Una delle maggiori cause del problema, secondo le associazioni dei consumatori, è da ricercarsi nell'eccessivo ricorso al tasso variabile, sensibile alle fluttuazioni dei mercati e quindi suscettibile di aumenti in presenza di una crescita del costo del denaro.
Sulla base di quanto dichiarato dalle associazioni dei consumatori Adusbef, Codacons, Federconsumatori e Adoc, l'Italia starebbe conoscendo un visibile aumento nel numero di pignoramenti e di esecuzioni immobiliari. Il numero di insolvenze sembra essere mediamente cresciuto del 20% rispetto all'anno scorso (sulla base delle rilevazioni relative ai principali tribunali). Secondo l'Adiconsum ben il 25% delle famiglie italiane alle prese con un mutuo a tasso variabile si troverebbe a fronteggiare una situazione di seria difficoltà a seguito dell'aumento del costo del denaro.
Una delle maggiori cause del problema, secondo le associazioni dei consumatori, è da ricercarsi nell'eccessivo ricorso al tasso variabile, sensibile alle fluttuazioni dei mercati e quindi suscettibile di aumenti in presenza di una crescita del costo del denaro.
Etichette: mutui, mutui casa, mutui ipotecari
CTCU: confronto tra tasso fisso e tasso variabile in ottobre
Published by Mutuo News on 24/10/07 at 09:00.
Recenti rilevazioni condotte dal CTCU, il Centro Tutela Consumatori Utenti, mettono in luce l'aumento del ricorso al tasso fisso da parte dei cittadini italiani, benché si sia potuto assistere ad un incremento del tasso fisso di qualche decimo di punto rispetto all'inizio dell'anno.
Secondo le dichiarazioni del CTCU, effettuando un confronto tra tassi fissi e tassi variabili dei mutui con riferimento al mese di ottobre, è possibile constatare come le condizioni attuali di mercato abbiano praticamente azzerato la differenza tra i due tipi di tasso. In alcuni casi è stato addirittura possibile osservare come l'indice di riferimento del tasso di interesse variabile fosse maggiore di quello relativo ai tassi fissi.
Come diretta conseguenza di questa situazione, oggi ben tre mutuatari italiani su quattro scelgono di indirizzarsi sul tasso fisso piuttosto che su soluzioni a tasso variabile, e sembra peraltro registrarsi l'intenzione di molti italiani di usufruire della possibilità di passare dal tasso variabile a quello fisso.
E' inoltre emersa una crescente attenzione rivolta alle offerte di mutui delle banche che operano online, che in taluni casi possono essere più favorevoli rispetto a quelle delle banche tradizionali.
Secondo le dichiarazioni del CTCU, effettuando un confronto tra tassi fissi e tassi variabili dei mutui con riferimento al mese di ottobre, è possibile constatare come le condizioni attuali di mercato abbiano praticamente azzerato la differenza tra i due tipi di tasso. In alcuni casi è stato addirittura possibile osservare come l'indice di riferimento del tasso di interesse variabile fosse maggiore di quello relativo ai tassi fissi.
Come diretta conseguenza di questa situazione, oggi ben tre mutuatari italiani su quattro scelgono di indirizzarsi sul tasso fisso piuttosto che su soluzioni a tasso variabile, e sembra peraltro registrarsi l'intenzione di molti italiani di usufruire della possibilità di passare dal tasso variabile a quello fisso.
E' inoltre emersa una crescente attenzione rivolta alle offerte di mutui delle banche che operano online, che in taluni casi possono essere più favorevoli rispetto a quelle delle banche tradizionali.
Etichette: ctcu, mutui, mutui casa
Faissola: sistema Italia sostanzialmente indenne dalla crisi dei mutui americani
Published by Mutuo News on 18/10/07 at 09:00.
Il presidente dell'Abi Corrado Faissola ha ribadito che l'Italia può considerarsi "sostanzialmente indenne" dalle conseguenze dei mutui subprime americani.
La posizione di Faissola si accompagna alle previsioni rassicuranti della società di analisi Fitch, che proprio ieri aveva sottolineato il limitato impatto della crisi dei mutui americani sul sistema italiano.
In merito alla questione dei derivati rischiosi, Faissola ha evidenziato come si tratti di materia di competenza di ogni singola banca. Con riferimento a questo aspetto, Faissola ha aggiunto che sul mercato "operano i diversi intermediari che nel rispetto nelle norme di leggi e delle loro policy collocano dei prodotti che hanno una natura assolutamente normale [...] che di per sè non presentano assolutamente alcuna controindicazione di carattere generale".
La posizione di Faissola si accompagna alle previsioni rassicuranti della società di analisi Fitch, che proprio ieri aveva sottolineato il limitato impatto della crisi dei mutui americani sul sistema italiano.
In merito alla questione dei derivati rischiosi, Faissola ha evidenziato come si tratti di materia di competenza di ogni singola banca. Con riferimento a questo aspetto, Faissola ha aggiunto che sul mercato "operano i diversi intermediari che nel rispetto nelle norme di leggi e delle loro policy collocano dei prodotti che hanno una natura assolutamente normale [...] che di per sè non presentano assolutamente alcuna controindicazione di carattere generale".
Fitch: mercato dei mutui destinato a funzionare bene in Italia
Published by Mutuo News on 17/10/07 at 09:04.
Il mercato dei mutui in Italia dovrebbe superare senza eccessive difficoltà questo periodo di turbolenza, risentendo in maniera limitata della crisi dei mutui subprime americani: è quanto prevedono gli esperti di Fitch, una delle più importanti società di analisi del mondo.
L'istituto di analisi sottolinea come, rispetto agli Usa, nel nostro paese siano in vigore norme più severe per la concessione del credito e l'accesso ai mutui subprime sia decisamente contenuto.
Una posizione che trova conferma anche nelle recenti dichiarazioni di Bankitalia, che ha evidenziato come alla fine del mese di giugno gli utili di settore siano aumentati di oltre la metà rispetto all'anno precedente.
Per maggiori informazioni si consiglia la lettura dell'articolo de Il Giornale
L'istituto di analisi sottolinea come, rispetto agli Usa, nel nostro paese siano in vigore norme più severe per la concessione del credito e l'accesso ai mutui subprime sia decisamente contenuto.
Una posizione che trova conferma anche nelle recenti dichiarazioni di Bankitalia, che ha evidenziato come alla fine del mese di giugno gli utili di settore siano aumentati di oltre la metà rispetto all'anno precedente.
Per maggiori informazioni si consiglia la lettura dell'articolo de Il Giornale
Adusbef: famiglie italiane in difficoltà causa caro-mutui
Published by Mutuo News on 15/10/07 at 09:03.
Secondo l'Adusbef una percentuale non trascurabile delle famiglie italiane che hanno stipulato un mutuo si troverebbe in difficoltà a causa dell'aumento dei tassi di interesse.
L'Adusbef prevede infatti che nel 2007 si possa registrare un aumento medio dei pignoramenti e delle esecuzioni immobiliari pari al 19%, con 1,9 milioni di famiglie in difficoltà a pagare le rate del mutuo.
Il problema nasce anche dal fatto che in Italia i mutui a tasso fisso, non sottoposti ad un aumento delle rate a carico del mutuatario all'occorrere dei mutamenti del mercato, risultano essere la minoranza, specie se confrontati con i mutui a tasso variabile, in cui il tasso di interesse risente invece del rincaro del costo del denaro.
L'Abi ha subito contestato i dati dell'Adusbef, affermando in particolare che i dati veicolati dall'associazione dei consumatori non abbiano "alcuna relazione con i tassi di interesse sui mutui".
L'Adusbef prevede infatti che nel 2007 si possa registrare un aumento medio dei pignoramenti e delle esecuzioni immobiliari pari al 19%, con 1,9 milioni di famiglie in difficoltà a pagare le rate del mutuo.
Il problema nasce anche dal fatto che in Italia i mutui a tasso fisso, non sottoposti ad un aumento delle rate a carico del mutuatario all'occorrere dei mutamenti del mercato, risultano essere la minoranza, specie se confrontati con i mutui a tasso variabile, in cui il tasso di interesse risente invece del rincaro del costo del denaro.
L'Abi ha subito contestato i dati dell'Adusbef, affermando in particolare che i dati veicolati dall'associazione dei consumatori non abbiano "alcuna relazione con i tassi di interesse sui mutui".
Scelta mutui, prestiti e prodotti finanziari da parte degli italiani: il ruolo del Web
Published by Mutuo News on 09/10/07 at 14:51.
Gli italiani si affidano sempre di più alla rete per orientarsi sulla scelta di prodotti finanziari quali mutui, prestiti, titoli azionari, investimenti e fondi: è quanto emerge da uno studio condotto da Millward Brown Delfo e commissionato da Google.
L'indagine mette in luce come nel corso dell'ultimo anno ben 19 milioni di italiani abbiano svolto delle ricerche in rete sui servizi finanziari di interesse prima di effettuare un eventuale acquisto.
Sarebbe peraltro rilevabile una diffusa tendenza da parte dei consumatori italiani ad approfondire su Internet i contenuti e i messaggi veicolati dai media tradizionali circa i prodotti finanziari di interesse, in maniera funzionale ad una scelta attenta e ragionata.
Tra i prodotti finanziari maggiormanete cercati sul web vi sarebbero gli investimenti e i prodotti pensionistici, i finanziamenti e i mutui.
L'indagine mette in luce come nel corso dell'ultimo anno ben 19 milioni di italiani abbiano svolto delle ricerche in rete sui servizi finanziari di interesse prima di effettuare un eventuale acquisto.
Sarebbe peraltro rilevabile una diffusa tendenza da parte dei consumatori italiani ad approfondire su Internet i contenuti e i messaggi veicolati dai media tradizionali circa i prodotti finanziari di interesse, in maniera funzionale ad una scelta attenta e ragionata.
Tra i prodotti finanziari maggiormanete cercati sul web vi sarebbero gli investimenti e i prodotti pensionistici, i finanziamenti e i mutui.
Dati Assofin: crescita del tasso fisso in Italia
Published by Mutuo News on 08/10/07 at 14:41.
Secondo un'indagine condotta da Assofin, Associazione Italiana Credito al Consumo e Immobiliare, tra gli effetti dell'aumento dei tassi e della crisi americana dei mutui subprime vi sarebbe una crescita nel ricorso ai mutui a tasso fisso da parte delle famiglie italiane, mentre è possibile assistere ad una diminuzione nelle richieste di mutui a tasso variabile.
I dati raccolti da Assofin rivelano come durante i primi sei mesi del 2007 i mutui a tasso fisso siano risultati pari al 51% del totale, registrando una crescita del 33% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (quando erano il 18%).
L'indagine mette altresì in luce un rallentamento nella crescita delle erogazioni dei mutui (l'incremento registrato nel primo semestre del 2007 è stato pari al 6,8% contro il 21,1% relativo ai primi sei mesi del 2006) ed un aumento nel numero delle richieste di rinegoziazione del mutuo.
I dati raccolti da Assofin rivelano come durante i primi sei mesi del 2007 i mutui a tasso fisso siano risultati pari al 51% del totale, registrando una crescita del 33% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (quando erano il 18%).
L'indagine mette altresì in luce un rallentamento nella crescita delle erogazioni dei mutui (l'incremento registrato nel primo semestre del 2007 è stato pari al 6,8% contro il 21,1% relativo ai primi sei mesi del 2006) ed un aumento nel numero delle richieste di rinegoziazione del mutuo.
Usa: effetti della crisi dei mutui sull'occupazione
Published by Mutuo News on 04/10/07 at 09:11.
Stati Uniti: la crisi dei mutui americani sembra avere ripercussioni di non poco conto anche sull'andamento dell'occupazione.
Una recente indagine condotta da Challenger, Gray & Christmas, società di consulenza americana, rileva come vi sia stato un taglio netto dei posti di lavoro legati al settore immobiliare nel corso dell'ultimo periodo: nello specifico, nel mese di settembre si è potuto constatare come il 37% dei posti di lavoro tagliati fosse riconducibile al settore immobiliare (il riferimento è, in particolare, alle società eroganti mutui).
Una situazione di analogo tenore la si rileva prendendo in considerazione i dati relativi ai primi nove mesi dell'anno in corso, che evidenziano come il 17% dei posti di lavoro tagliati fossero, anche in questo caso, inerenti al settore immobiliare (a fronte di un valore del 2% nel medesimo periodo del 2006).
Per maggiori informazioni, si rimanda al seguente articolo online de Il Giornale.
Una recente indagine condotta da Challenger, Gray & Christmas, società di consulenza americana, rileva come vi sia stato un taglio netto dei posti di lavoro legati al settore immobiliare nel corso dell'ultimo periodo: nello specifico, nel mese di settembre si è potuto constatare come il 37% dei posti di lavoro tagliati fosse riconducibile al settore immobiliare (il riferimento è, in particolare, alle società eroganti mutui).
Una situazione di analogo tenore la si rileva prendendo in considerazione i dati relativi ai primi nove mesi dell'anno in corso, che evidenziano come il 17% dei posti di lavoro tagliati fossero, anche in questo caso, inerenti al settore immobiliare (a fronte di un valore del 2% nel medesimo periodo del 2006).
Per maggiori informazioni, si rimanda al seguente articolo online de Il Giornale.
Mutui in Italia: leggero incremento delle sofferenze sui mutui ma situazione sotto controllo
Published by Mutuo News on 03/10/07 at 16:56.
Si avverte un leggero incremento delle sofferenze sui mutui sulla casa in Italia (che si stanno stabilizzando sulla percentuale dell'1%, con un lieve aumento nel corso dell'ultimo anno), benché la situazione non sia tale da creare preoccupazione. E' quanto emerge dalle dichiarazioni di Claudio Clemente, Capo del Servizio Vigilanza sugli Enti Creditizi, che provvede così a smorzare le preoccupazioni in merito alle ripercussioni della crisi dei mutui americani sul sistema italiano.
La situazione italiana non sembra quindi essere particolarmente preoccupante benché sia di fatto necessario un continuo e attento monitoraggio.
Toni rassicuranti anche dal Crif, che ritiene non vi siano particolari motivi di preoccupazione nel prossimo futuro per ciò che concerne la capacità dei mutuatari italiani di far fronte alle rate del proprio mutuo.
Per maggiori informazioni, si consiglia la lettura di
TgFin e Help Consumatori.
La situazione italiana non sembra quindi essere particolarmente preoccupante benché sia di fatto necessario un continuo e attento monitoraggio.
Toni rassicuranti anche dal Crif, che ritiene non vi siano particolari motivi di preoccupazione nel prossimo futuro per ciò che concerne la capacità dei mutuatari italiani di far fronte alle rate del proprio mutuo.
Per maggiori informazioni, si consiglia la lettura di
TgFin e Help Consumatori.
Allarme Adusbef: in Italia tassi mutui più alti rispetto alla media europea
Published by Mutuo News on 01/10/07 at 08:58.
L'Adusbef lancia l'allarme: in Italia i tassi sui mutui risulterebbero mediamente più alti di 1,06 punti percentuali rispetto alla media praticata dai paesi membri dell'Unione Europea.
Ciò che ne deriva è naturalmente un più alto ammontare delle rate del mutuo a carico delle famiglie italiane: a questo proposito si calcola che, rispetto al primo settembre scorso, l'importo delle rate di un mutuo da 100.000 euro sia aumentato mediamente di un valore intorno ai 150/163 euro l'anno, mentre per un mutuo di 200.000 euro con durata ventennale si registrerebbero addirittura aumenti dai 326 ai 656 euro l'anno.
E la situazione relativa al credito al consumo non sembra migliore: anche in questo caso, in Italia il tasso di interesse praticato in media risulterebbe pari al 7,98%, più alto di 1,21 punti percentuale rispetto alla media dell'Unione Europea (6,77%).
Tra le cause individuate dall'Adusbef alla base del caro mutui: "denaro più oneroso,mancanza di rispetto del decreto Bersani sulla portabilità dei mutui e cancellazione delle ipoteche, mancata simmetria dei tassi quando si varia il costo del denaro".
Per maggiori informazioni, si consiglia di leggere l'articolo completo ("Mutui. Cresce il differenziale con quelli europei") sul sito Adusbef.
Ciò che ne deriva è naturalmente un più alto ammontare delle rate del mutuo a carico delle famiglie italiane: a questo proposito si calcola che, rispetto al primo settembre scorso, l'importo delle rate di un mutuo da 100.000 euro sia aumentato mediamente di un valore intorno ai 150/163 euro l'anno, mentre per un mutuo di 200.000 euro con durata ventennale si registrerebbero addirittura aumenti dai 326 ai 656 euro l'anno.
E la situazione relativa al credito al consumo non sembra migliore: anche in questo caso, in Italia il tasso di interesse praticato in media risulterebbe pari al 7,98%, più alto di 1,21 punti percentuale rispetto alla media dell'Unione Europea (6,77%).
Tra le cause individuate dall'Adusbef alla base del caro mutui: "denaro più oneroso,mancanza di rispetto del decreto Bersani sulla portabilità dei mutui e cancellazione delle ipoteche, mancata simmetria dei tassi quando si varia il costo del denaro".
Per maggiori informazioni, si consiglia di leggere l'articolo completo ("Mutui. Cresce il differenziale con quelli europei") sul sito Adusbef.
