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Informazioni on line sui mutui in Italia.


Mutui subprime: possibili misure e interventi

Pur non dovendosi registrare una situazione di crisi di particolare gravità nel nostro paese (in questa direzione si muovono peraltro le recenti dichiarazioni di Faissola, presidente dell'ABI, secondo cui la crisi dei mutui americani non avrebbe "impatti significativi sul mercato italiano"), si sta procedendo allo studio di interventi finalizzati ad arginare gli effetti negativi conseguenti alla crisi dei mutui subprime americani.

Tra le possibili misure, verosimilmente destinate ad alleviare il carico finanziario che grava sulle famiglie a medio-basso reddito e finanziariamente più in difficoltà, si annovera la concessione di detrazioni fiscali per l'acquisto della prima casa da parte dello Stato e l'agevolazione di iniziative quali la possibilità di rinegoziare mutui a tasso variabile e la portabilità dei mutui a costo zero, sulla scorta di quanto peraltro già previsto dal pacchetto di liberalizzazioni del ministro Bersani.

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Un'indagine Acri-Ipsos evidenzia come la situazione di crisi dei mutui subprime americani incida sulle decisioni di investimento degli italiani, che abbandonano in parte gli investimenti nel settore immobiliare a favore di strumenti finanziari giudicati più sicuri (come Titoli di Stato e obbligazioni).

A questo proposito, il numero di risparmiatori italiani che investono in immobili è diminuito del 15% (dal 70% del 2006 al 55% attuale), mentre sarebbe possibile osservare un aumento medio del 12% del numero di italiani che ricorrono a strumenti finanziari come Bot, certificati di deposito, obbligazioni, libretti di risparmio (dal 13% del 2006 al 25% attuale).

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Mutui: in crescita il numero di pignoramenti in Italia

In corrispondenza dell'aumento delle rate del mutuo riconducibile all'incremento del costo del denaro, cresce il numero delle famiglie italiane che non riescono a far fronte al rimborso del debito e che si vedono pignorata la propria abitazione dagli istituti di credito.

Sulla base di quanto dichiarato dalle associazioni dei consumatori Adusbef, Codacons, Federconsumatori e Adoc, l'Italia starebbe conoscendo un visibile aumento nel numero di pignoramenti e di esecuzioni immobiliari. Il numero di insolvenze sembra essere mediamente cresciuto del 20% rispetto all'anno scorso (sulla base delle rilevazioni relative ai principali tribunali). Secondo l'Adiconsum ben il 25% delle famiglie italiane alle prese con un mutuo a tasso variabile si troverebbe a fronteggiare una situazione di seria difficoltà a seguito dell'aumento del costo del denaro.

Una delle maggiori cause del problema, secondo le associazioni dei consumatori, è da ricercarsi nell'eccessivo ricorso al tasso variabile, sensibile alle fluttuazioni dei mercati e quindi suscettibile di aumenti in presenza di una crescita del costo del denaro.

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CTCU: confronto tra tasso fisso e tasso variabile in ottobre

Recenti rilevazioni condotte dal CTCU, il Centro Tutela Consumatori Utenti, mettono in luce l'aumento del ricorso al tasso fisso da parte dei cittadini italiani, benché si sia potuto assistere ad un incremento del tasso fisso di qualche decimo di punto rispetto all'inizio dell'anno.

Secondo le dichiarazioni del CTCU, effettuando un confronto tra tassi fissi e tassi variabili dei mutui con riferimento al mese di ottobre, è possibile constatare come le condizioni attuali di mercato abbiano praticamente azzerato la differenza tra i due tipi di tasso. In alcuni casi è stato addirittura possibile osservare come l'indice di riferimento del tasso di interesse variabile fosse maggiore di quello relativo ai tassi fissi.

Come diretta conseguenza di questa situazione, oggi ben tre mutuatari italiani su quattro scelgono di indirizzarsi sul tasso fisso piuttosto che su soluzioni a tasso variabile, e sembra peraltro registrarsi l'intenzione di molti italiani di usufruire della possibilità di passare dal tasso variabile a quello fisso.

E' inoltre emersa una crescente attenzione rivolta alle offerte di mutui delle banche che operano online, che in taluni casi possono essere più favorevoli rispetto a quelle delle banche tradizionali.

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Il presidente dell'Abi Corrado Faissola ha ribadito che l'Italia può considerarsi "sostanzialmente indenne" dalle conseguenze dei mutui subprime americani.

La posizione di Faissola si accompagna alle previsioni rassicuranti della società di analisi Fitch, che proprio ieri aveva sottolineato il limitato impatto della crisi dei mutui americani sul sistema italiano.

In merito alla questione dei derivati rischiosi, Faissola ha evidenziato come si tratti di materia di competenza di ogni singola banca. Con riferimento a questo aspetto, Faissola ha aggiunto che sul mercato "operano i diversi intermediari che nel rispetto nelle norme di leggi e delle loro policy collocano dei prodotti che hanno una natura assolutamente normale [...] che di per sè non presentano assolutamente alcuna controindicazione di carattere generale".

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Fitch: mercato dei mutui destinato a funzionare bene in Italia

Il mercato dei mutui in Italia dovrebbe superare senza eccessive difficoltà questo periodo di turbolenza, risentendo in maniera limitata della crisi dei mutui subprime americani: è quanto prevedono gli esperti di Fitch, una delle più importanti società di analisi del mondo.

L'istituto di analisi sottolinea come, rispetto agli Usa, nel nostro paese siano in vigore norme più severe per la concessione del credito e l'accesso ai mutui subprime sia decisamente contenuto.

Una posizione che trova conferma anche nelle recenti dichiarazioni di Bankitalia, che ha evidenziato come alla fine del mese di giugno gli utili di settore siano aumentati di oltre la metà rispetto all'anno precedente.

Per maggiori informazioni si consiglia la lettura dell'articolo de Il Giornale

Adusbef: famiglie italiane in difficoltà causa caro-mutui

Secondo l'Adusbef una percentuale non trascurabile delle famiglie italiane che hanno stipulato un mutuo si troverebbe in difficoltà a causa dell'aumento dei tassi di interesse.

L'Adusbef prevede infatti che nel 2007 si possa registrare un aumento medio dei pignoramenti e delle esecuzioni immobiliari pari al 19%, con 1,9 milioni di famiglie in difficoltà a pagare le rate del mutuo.

Il problema nasce anche dal fatto che in Italia i mutui a tasso fisso, non sottoposti ad un aumento delle rate a carico del mutuatario all'occorrere dei mutamenti del mercato, risultano essere la minoranza, specie se confrontati con i mutui a tasso variabile, in cui il tasso di interesse risente invece del rincaro del costo del denaro.

L'Abi ha subito contestato i dati dell'Adusbef, affermando in particolare che i dati veicolati dall'associazione dei consumatori non abbiano "alcuna relazione con i tassi di interesse sui mutui".




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